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Dove finisce il Canavese e cominciano il Biellese ed il Vercellese, là
si trova Maglione; ancora nel Canavese per aggregazione geografica, ma
forse più tendente per vocazione verso le altre zone.
Terra di confine, insomma, ma certamente non terra di nessuno.
Maglione, infatti, ha saputo ritagliarsi da sempre la sua specifica identità,
fin da quando, caparbiamente, ha rivoluto il suo "campanile",
che poco auspicabili momenti storici e politici avevano portato sotto
altra "ombra".
L'operosità della sua vocazione contadina ha fatto di Maglione
un centro di primaria importanza nella produzione degli ortaggi e, soprattutto,
della frutta, aggregando alla più italica pesca la nota esotica
del kiwi.
La creazione del Museo di Arte Contemporanea all'Aperto di Maglione (MACAM)
ha poi portato il paese alla ribalta. L'arte si è sposata divinamente
con l'amenità dei luoghi e la laboriosità della popolazione.
La posizione collinare, infine, deve costituire anch'essa un'occasione
di sviluppo: l'Amministrazione Comunale di Maglione si è prodigata
attivamente per costituire una "comunità Collinare" con
i Comuni del circondario.
Insomma, siamo piccoli, ma abbiamo tutta l'intenzione di crescere. In
tutti i sensi.
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